Ripenso alle mie fugaci conversazioni degli ultimi giorni con la Signora Silvana Giacobini, per la rubrica Il Festival dei Direttori che ho curato su TvBlog. L’ho intercettata tra un impegno e l’altro, ma trovandola sempre disponibile. E devo dire che un comune denominatore dei Boss del giornalismo da me conosciuti sta nella loro quotidiana reperibilità, al contrario del divismo dei “famosetti” che ti rimandano le interviste per ore (o giorni).
Nel caso della Giacobini, venerdì scorso sapevo fosse in treno per Venezia quando stavo per chiamarla. Accendendo la tv su Mattino Cinque, in onda da Milano, la vedo in video e capisco che è il caso di aspettare. Il giorno dopo l’avrei trovata in Rai come opinionista de Le amiche del sabato, in diretta da Roma.
La mia mente è andata subito a delle vecchie dichiarazioni rilasciate da Silvana Giacobini a Valeria Braghieri sul settimanale A. Ebbene sì ,una giornalista si è fatta intervistare da una giornalista, per promuovere il suo romanzo Chiudi gli occhi:
“Ho una mia teoria, se si vive ibernati in una redazione per tutta la vita, il tempo ti lascia in pace”.
Mi sembra che è quello che ha fatto lei, che di epoche giornalistiche ne ha attraversate tante. E’ entrata in Rusconi nel 1970, e ha diretto Eva Express e Gioia, per vent’anni (tra l’altro leggo dal mio amico Thomas di un eventuale suo ritorno alla direzione di quest’ultimo). Poi è stata la volta delle storiche direzioni di Chi e di Diva e Donna, che ha entrambi battezzato in contemporanea ai suoi impegni televisivi da conduttrice.
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Ancor prima dello strapotere nei salotti di Signorini e Parpiglia, la Giacobini è stata la prima Direttrice a spadroneggiare in televisione: ricordate programmi di cronaca rosa come Chi c’è c’è, Celebrità e lo stesso Nessuno è perfetto in tandem con un “giovanissimo” Alfonso?
La vita da redazione, insomma, non implica più la clausura in un luogo fisico dai confini ben delimitati, ma uno stile work-alcoholic che non ammette soste, fatto di incessanti trasferte, contatti da coltivare ininterrottamente e una gloriosa vocazione all’opinionismo.
Quel che conta è lo stile con cui sai reggere i ritmi. Se i giacobini erano l’ala più radicale dei rivoluzionari francesi, Silvana Giacobini è il ritratto della moderazione. Soprattutto quando si parla di gossip, argomento da cui lei ha detto di rifuggire nonostante sia, ormai, di dominio pubblico:
“Gossip è una parola che non mi piace, degenera subito nel becero. Molto meglio informazione di attualità rosa”.
Nella nostra chiacchierata di oggi mi ha rivelato di voler condurre un nuovo programma dal titolo ‘Non mi interrompa‘ o ‘Mi faccia finire’, per denunciare quanto l’aggressività domini il linguaggio televisivo. Ho pensato che la Direttrice, rispetto gerarchico a parte, è una di quelle a cui ti preoccupi di far finire la frase.
Riuscirò a ibernarmi anch’io? Mi fa paura, quando il lavoro mi isola da tutto il resto al punto da non avere altri argomenti. Ho paura di fermare il tempo. Ma ammiro chi è riuscito ad avere successo con una dignità devozionale come quella della Giacobini.
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